giovedì 9 settembre 2010

Senza nome senza niente che non sia il battito di ciglia con cui mi vedi

 



SENZA NOME SENZA NIENTE

Elle, ma potrei anche scrivere Ellezeta, e ridurmi a senza nome senza soprannome senza sigla, sia che ti raggiunga con un disegno, un rigo appena, una facile rima. Una busta con omino che si tuffa nella sua gola. O semplicemente pensare i tuoi occhi chiari perché venga individuato appena appaio sul web. Autore per te. Nient’altro. Che riconoscendomi salvi il mio nome. E i miei testi che hai gettato nel mare di Weddel che vadano pure alla deriva con bianche lastre di ghiaccio. Irriconoscibili e illeggibili, più ghiaccio sottozero di ogni elemento polare, perché un tempo furono inutili a portare salvezza.




Nessun commento:

Posta un commento