giovedì 30 settembre 2010

L'ESPLORATORE: Nicolas De Staël. Fratelli di baldoria notturna 1 - A LUIGIA ZAMORANO

 




L'ESPLORATORE

FRATELLO DI BALDORIA NICOLAS

La pittura di Nicolas De Staël (San Pietroburgo 1914 - Antibes, 1955) è una favola tragica che ridà la vista all’animale uomo senza più paesaggio. Reinventa come vedere i “luoghi”. Da un angolo di studio a una città nel sud della Francia o dellla Sicilia. Ma non è questo che m’interessa, in questi giorni. Ce ne sono di critici d’arte a tutti gli angoli, spesso ciechi, ma ci sono! Questo pittore è un mio fratello di baldorie notturne. In quel Museo domestico che allestisco a certe ore. Di lui mi piace la generosità e la violenta fierezza, che sia frugale e smodato, colmo di slanci e indifferente a sera su quanto vorticato con pennelli pensanti al mattino. Luigia Zamorano dipinge. Sappia che questo pittore mi aiuta nell’impresa di raggiungerla. Ogni Autore morto se prende a fidarsi di chi vivo l'ha scelto come Fratello di baldoria porta in dono mestiere e segreti. I gonzi passano davanti ai quadri, collezionano riviste e visite ai musei, ma i Fratelli di baldoria, hanno altri scambi.
Da Nicolas De Staël, che accetterà anche che scherzi sul suo suicidio!, ricevo questi utilissimi frammenti: “ So cos’è la mia pittura al di là delle sue apparenze, della violenza, dei perpetui giochi di forza, è una cosa fragile nel senso buono del sublime, fragile come l’amore”. Perdinci! ho lasciato Hölderlin ammattito al Campo della Barra a Vecchiano che aspetta Diotima, e anche il pittore mi rammenta che dietro lo scatenarsi del gioco baldanzoso di ogni linguaggio che s’immagina passione c’è l’assoluta fragilità. Ben detto fratello spilungone. Ben detto fratello di baldoria per parquet e fogli capovolti. Ti incornicio un'altra scheggia di lettera che mi hai letto, dove se sostituisco la parola pittura con la parola scrittura mi s’addice, e poi chiacchieriamo guardando il buio della valle che sembra un grembo materno prima che ci nasca qualcosa di decente.

“Per tutta la vita ho avuto bisogno di pensare pittura per aiutarmi a vivere, liberarmi di tutte le impressioni, di tutte le sensazioni, di tutte le inquietudini per le quali non ho mai trovato altro sbocco che la pittura”.





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DIREZIONE DI SCALZO
 
 
 

mercoledì 29 settembre 2010

Accio: "Insensato". Sotto al tetto dell'Autore 1. A SARA ESSERINO

 

                                                                       "INSENSATO"



SOTTO AL TETTO DELL'AUTORE

Ho scoperto, in questi giorni, mentre tento di addomesticare il caos nella mia biblioteca che ha corpo  di scatole, libri in varie sedimentazioni tra Vecchiano e San Cassiano, invece che ordinate scaffalature,… come sotto copertine e pagine bianche e risvolti di libri letti abbia disegnato, nel corso degli anni, con matita, penna, acquarelli e chine un’infinità di illustrazioni, ex libris, scenette, bozzetti… così ho preso a cercare questa pista colorata, a volte anche cupa, di “danza sui cornicioni del testo”. Ed è sembrata ai miei occhi un’avventura mirabolante perchè poco considerata e rimossa. L'Investigatore domestico cerca il delitto della "lettura" deformata in piccole violenze, strappi, occultamenti. In questi giorni, anzi notti, rileggendo Hölderlin, anche per dialogare con Fabio Nardi che certi miei oli custodisce, sono riapparsi: “Insensato” ed “Ex-Libris/Ex-Cuore”. Li "vedo" degni di luce. Di pagina web. Di tela in questo inverno che s'avvicina. Se L'Investigatore domestico mantiene questa tenacia verso le tracce dello scalzo-macchiato-lettore! 
 


                                                  Ex-Libris/Ex-Cuore





martedì 28 settembre 2010

ALICE PAGES: La mia stagione Kitsch con solicello

   

                                                    Collage di Alice Pagès


LA MIA STAGIONE KITSCH

Solicello oggi. È tondo e caldo quasi come quello primaverile... con la colla e la foto di un bosco attiro la stagione presente e passata. Nel mio sconfinato silenzio riesco anche a guardarlo, e, mi pare che così bello non sia mai stato!

Non distinguo l'alba dal tramonto nel bosco con il sole incollato... sembrava un vantaggio un’ora fa; temo non lo sia. I colori sono gli stessi ma ho paura d'intricarmi con un demone a entrarci. Questo mi fa piangere. Non so neanche se le lacrime sono generate dalla gioia per lo scampato pericolo o dalla scoperta viltà.

Dormo ancora un po'... sul fianco… per ascoltare ogni mio respiro, e se mi sveglio che il sole è calato chissà cosa penserò.



Alice Pagès


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L'insieme della produzione di Alice Pagès, mio rivelato eteronimo,  verrà da me curata, nella sezione "Tastiera Rosa Pallido", sull'Olandese VolanteClaudio Di scalzo



  

domenica 26 settembre 2010

Bataille: Istante/Accio: qui si fermano sospiri. FORMICA PUMA/SARA

 




  tuttavia, questo è l'istante . . . .
. . . . . . quello attuale, né la mia assenza
né io né la morte né la luce -
e la mia assenza e io la morte e la luce -
un riso leggero si alza in me come il mare,
riempie l'assenza immensamente.
Tutto ciò che è - E' TROPPO

Bataille
(da L'esperienza interiore)


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 - - - -  qui si fermano
sospiri - - - - - - - - -
e foglie e ti aspetto e so
 - - - - - - - - - - - - - -
che non esisti  - - - - - 


Accio
(per una Formica-puma
animale misterioso
che un tempo avrei potuto incontrare
dove era caduta in basso loco la mia selvatichezza)



Suzanne Vega: Luka. A Luigia Zamorano assieme a mezza caramella di Accio


  
                                       Accio sull'argine del Serchio


SUZANNE VEGA E LA CARAMELLA CIUCCIATA

Ecco qui, Luigia, una canzone per te di Suzanne Vega. Noi non siamo cresciuti in una citta con grattacieli, ma in Toscana, dove le linfe della malinconia pure attecchiscono, e le follie stanno nelle corti, nelle piccole strade di campagna, negli impulsi a volte incontrollabili dell’uomo che come il cane alla catena si morde le zampe perché è legato corto. Ricordi il proverbio? Sei legato corto, cioè come il cane credi di essere libero ma se vuoi andartene la catena ti fa capire che non puoi farlo e se scatti nella fuga il collare ti fa dare di balta… l’unico momento, da noi, che non eravamo legati corti, era l’infanzia… ora tutti sono legati corti in campagna e in città, ma io no, non lo fui. Ti mando un’immagine. Il bambino potrebbe essere Accio, che dall’argine del Serchio salta come un grillo, salta così tanto oggi di domenica che ti vede laggiù nella Terra di Ross, sei pallida, sei all’opposto del mio universo bambino di pensieri, e se tiro fuori la mia fionda, posso lanciarti la caramella che ho ciucciato mezza per asserbartela.
TUO - e per sempre - con la caramella mezza! A ogni età. Perché ogni età ha per noi un primo giorno non vissuto. E che tutto il resto del mondo vada a ruotare da un’altra parte.

Ma ora ascolta la canzone è così dolce…

ACCIO

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SUZANNE VEGA


                                                          LUKA

                                                   Mi chiamo Luka
Abito al secondo piano
Abito sopra di te
Si penso che tu mi abbia già visto prima
Se senti qualcosa tardi la notte
Qualcosa come una confusione, qualcosa come una lotta
Non chiedermi cos’era
Non chiedermi cos’era
Non chiedermi cos’era
Penso che sia perchè sono goffo
Cerco di non far rumore camminando
Forse è perché sono pazzo
Cerco di non comportarmi in modo troppo presuntuoso
Colpiscono solo finché piangi
E dopo questo, non chiedi perché
Non discuti più
Non discuti più
Non discuti più
Si penso di stare bene
Ho varcato di nuovo quella porta
Beh, se tu chiedi è quello che dirò
E in ogni caso non sono affari tuoi
Penso che mi piacerebbe stare da solo
Senza niente di rotto, niente di lanciato addosso

Non chiedermi come sto
Non chiedermi come sto
Non chiedermi come sto
Mi chiamo Luka
Abito al secondo piano
Abito sopra di te
Si penso che tu mi abbia già visto prima
Se senti qualcosa tardi la notte
Qualcosa come una confusione, qualcosa come una lotta
Non chiedermi cos’era
Non chiedermi cos’era
Non chiedermi cos’era

Colpiscono solo finché piangi
E dopo questo, non chiedi perché
Non discuti più
Non discuti più
Non discuti più





Marco Pachi - ROSA MOLLICA: L'importanza del giallo






L'IMPORTANZA DEL GIALLO

Campo di margherite. Gialle.
Lì ti aspettavo. Vestita
Di petali gialli.
Tu sei arrivato. Come il sole.
E mi hai travolto nel giallo.
Poi ho aperto gli occhi
Nel campo di margherite
E tu mi porgevi la gialla
limonata. L'ho rifiutata.
Meglio il sogno solare.
Mi hai uccisa. Ora siamo in due
nel giallo dell'estate.


Marco Pachi -


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ai primi di ottobre on line...

DIREZIONE

/CLAUDIO DI SCALZO


  

sabato 25 settembre 2010

Livorno. Album per Luigia Zamorano





Livorno dove stridono i sensi da scoglio a scoglio
appare e ti voglio dove l’acqua fa giorno

A Luigia Zamorano
Accio H.





venerdì 24 settembre 2010

L'esperienza interiore. Borraccia per il viaggio verso Luigia ZAMORANO. - 3

 



L'ESSENZIALE  E'  INCOFFESSABILE


Ciò che non è servile è incoffessabile: una ragione per ridere, per...: lo stesso vale per l'estasi. Quel che non è utile deve nascondersi (sotto una maschera). Un criminale morente formulò per primo questo comandamento, rivolgendosi alla folla: "Non confessate mai".

GEORGES BATAILLE


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DIREZIONE


Claudio Di Scalzo




domenica 19 settembre 2010

L'esperienza interiore. Borraccia per il viaggio verso Luigia ZAMORANO. - 2

  



“Insegno l’arte di volgere l’angoscia in delizia”, “glorificare”; tutto il senso di questo libro. L’asprezza che è in me l’”infelicità”, è solo la condizione. Ma l’angoscia che si trasforma in delizia è ancora l’angoscia: non è la delizia, non la speranza è l’angoscia che fa male e forse decompone. Chi non “muore” per il fatto di non essere che un uomo sarà per sempre solo un uomo.

Tremante. Restare immobile, in piedi, in un’oscurità solitaria, in un atteggiamento senza gesto da supplice; supplica ma senza gesto e soprattutto senza speranza. Perduto e supplice, cieco mezzo morto. Come Giobbe sul letame, ma senza immaginare nulla, a notte calata, disarmato, sapendo che tutto è perduto.

A me idiota, Dio parla bocca a bocca: una voce come di fuoco viene dall’oscurità e parla – fiamma fredda, tristezza bruciante – Alla supplica, quando vacillo, Dio risponde (come? Di chi ridere nella mia stanza?...). Io sono in piedi, su cime diverse, così tristemente scalate, le mie differenti notti di terrore si urtano, si accavallano, si congiungono e queste cime, queste notti… gioia indicibile!... mi fermo. Sono? Un grido - cado riverso.

                                          Accio cerca la sua pulsazione interiore


da BATAILLE: L'ESPERIENZA INTERIORE




The Stranglers: Always the sun. Per Luigia Zamorano con poesiola

 

                                                    Facile Impressionismo


                                           SOLE E SOLICELLO POETICO

Luigia, il sole alpino, di questa giornata settembrina mi ha spinto verso una canzone degli Stranglers, 1987, ed il video correlato soleggia continuamente le nostre pupille a visionarlo; a questo ci ho appiccicato, è proprio il caso di dirlo, una poesiola dal "facile simbolismo" e un disegno dal "Facile impressionismo"… ti dedico l’azzardato trio  .


                                            FACILE  SIMBOLISMO
 
                                      Sempre il sole brucia ogni parola
                                  scommessa sul fumo di segnalarmi
                                           calato dietro alla collina.
                                                       Al buio

A LUIGIA Z.
19 settembre 2010



THE STRANGLERS - ALWAYS THE SUN





Per una letteratura minore. Borraccia per il viaggio verso Luigia Z. - 1






Borraccia per il viaggio verso Luigia Zamorano - 1

I tre caratteri della letteratura minore sono quindi la deterritorializzazione della lingua, l’innesto dell’individuale sull’immediato-politico, il concatenamento collettivo d’enunciazione. Ciò equivale a dire l’aggettivo “minore” non qualifica più certe letterature ma le condizioni rivoluzionarie di ogni letteratura all’interno di quell’altra letteratura che prende il nome di grande (o stabilita). Anche chi ha la sventura di nascere nel paese d’una grande letteratura deve scrivere nella propria lingua come un ebreo ceco scrive in tedesco, o come un uzbeko scrive in russo. Scrivere come un cane che fa il suo buco, come un topo che scava la sua tana. E, a tal fine, trovare il proprio punto di sotto-sviluppo, un proprio storpiamento linguistico, un terzo mondo, un deserto tutto per lui.

Problema d’una letteratura minore e tuttavia anche nostro, di noi tutti: come strappare alla propria lingua una letteratura minore, capace di scavare il linguaggio e di farlo filare lungo una sobria linea rivoluzionaria? Come diventare il nomade, l’immigrato e lo zingaro (alla Heatcliff!, parentesi di Accio, PdA) della propria lingua? Kafka parla di strappare il bambino dalla culla, ballare su di una corda tesa.


Gilles Deleuze - Felix Guattari
da "Per una letteratura minore” - 1973
 

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Il viaggio verso il Polo Australe, verso Luigia Zamorano, l'Ultima avventura di Accio, è rischiosa,  necessita di avere acqua, Maestri, per abbeverare nervi e muscoli e tracciare la via. Anche l'Olandese Volante , mi aiuterà nell'impresa, se salpo è prima di tutto per questo. Claudio Di Scalzo detto Accio

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fine settembre on line...


DIREZIONE



Claudio Di Scalzo



 

sabato 18 settembre 2010

Con le mie lacrime. A Luigia Zamorano

 



CON LE MIE LACRIME

Luigia, Luigia mia, stasera niente classica ma un classico dei Rolling Stones, “Con le mie lacrime” classico della canzone d’amore cantata in italiano, l’unica volta, dalle sguaiate pietre rotolanti. La formazione era quella originaria con Braian Jones. Al sitar. La canzone “As tears go by” era cantata anche da Marianne Faithfull. Legata al cantante Mick Jagger. Questo fu il primo disco da me acquistato in assoluto. E lo ascoltavo in continuazione. Accio nel 1966 si scopriva adolescente molto sentimentale. Cercavo forse un amore su cui spargere, romanticamente, lacrime? o più realisticamente una ragazzina che somigliasse Marianne? Chissà. Stasera questo ricordo è tornato a me, con la semplicità che ha il giallo della foglia settembrina ad affidarsi al rosseggiare del tramonto. Attimo d’intesa, tra un’unghia della flora e un coriandolo di nuvola, prima del buio. Accanto alle lacrime. Accio

ROLLING STONES “Con le mie lacrime”
 


Marianne Faithfull - As Tears Go By (1965)


 
 
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a fine settembre on line...
 
 
 
 
 

venerdì 17 settembre 2010

Glenn Gould: Adagio un poco mosso dal Concerto n. 5 “Imperatore” di Beethoven. A Luigia Zamorano

  



SOLDATINI NAPOLEONICI AL POLO SUD PER LUIGIA ZAMORANO


Luigia,…un frammentino del secondo movimento, "Adagio un poco mosso", del Concerto numero 5 per pianoforte e orchestra di Beethoven. Al piano Glenn Gould che fa il pesce tra note sublimi lui stesso uomo adatto a stare negli elementi più eterogenei della vita. Questo Concerto lo avverto nella sua interezza vitalistico, e vivaddio se tu non hai bisogno di slancio lì tra i ghiacci. Sugli avvicendamenti melodici non so esprimermi, però mi permetto di rimediare con dei soldatini napoleonici che vengono verso di te ben ambientati nel bianco per dirti che Accio il suo spirito da battaglia te lo consegna con questo stravagante drappello e come Stendhal sottoscrive che uno scrittore per la sua donna in pericolo deve essere soldato nel difenderla - Ti saluto nella sera togliendomi il cappello e facendo tintinnare la sciabola. Duellante per te.


GLENN GOULD
Frammento dall'Adagio un poco mosso del Concerto n. 5 “Imperatore” di Beethoven.
A Luigia Z

http://www.youtube.com/watch?v=3GSk-rJjSJo


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Luigia...ho trovato on line un video più ampio dell'esecuzione di Gould... così lo ascoltiamo assieme... ti dedico tutte ma proprio tutte senza sapere bene cosa sono le scale cromatiche dell'Allegro.
Accio
  

Glenn Gould - Beethoven's "Emperor" Concerto 1/4

  

lunedì 13 settembre 2010

"Cor in Gola - Gola in Cor". Cardiodramma 2010 per Luigia Zamorano

 



Cor in gola e gola in Cor saliva
Sdoppiandosi incatramava l’Es ognidì
Poi scendeva con frammenti… quasi sveniva
Su e giù in picciol gorgo così morì!
Poscia spellato nel mattin d’Accio ridente
Annunziò resurrezione imminente.


Cardiodramma per LZ



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Ottobre on line...

DIREZIONE

Claudio Di Scalzo

  

domenica 12 settembre 2010

Rocce profonde ed eterne. Catherine Earnshaw dice.

  


 
CATHERINE DICE

"Non so spiegartelo: ma certamente tu, come chiunque altro, riesci a intuire un’esistenza che va al di là di noi. Che senso avrebbe, se fosse tutto qui? Invece, le mie disgrazie in questo mondo sono state le stesse di Heathcliff, e io le ho sentite e patite, una per una, fin dal principio: è lui la mia sola ragione d'essere: se ogni cosa dovesse morire, ma lui sopravvivesse, anch'io sopravviverei: ma se ogni cosa dovesse sussistere, ed egli solo scomparire, l'intero universo mi diventerebbe indifferente: non potrei più sentirmi parte di esso! Il mio amore per Linton assomiglia alle foglie di un bosco. Il tempo lo trasformerà, lo so benissimo, come l'inverno trasforma gli alberi... ma il mio amore per Heathcliff assomiglia alle rocce profonde e eterne, è una sorgente di gioia forse poco visibile ma indispensabile. Nelly: io sono Heathcliff... lui è sempre nei miei pensieri... non come una cosa dolce - nemmeno io lo sono sempre per me stessa - ma come il mio stesso essere, dunque non mi parlare più di separazione, è assolutamente impossibile..."

(Emily Brontë, da Cime Tempestose)


ORE 18,30


Emily Brontë: Come zucchero sulla collina la foschia".





Come zucchero sulla collina la foschia
Che tempesta prossima allontana;
No, il giorna ha già lacrimato
Tutta la taciuta riserva di dolore.

Oh, son ritornata ai tempi dell’adolescenza,
Sono ancora bimba, ancora;
E accolta sotto al tetto paterno,
vicino all’antica entrata,

Guardo la sera cadere e cangiare offuscata,
dopo un giorno di pioggia;
Dolci nebbie cilestri, foschie per manto estivo,
la catena di montagne all’orizzonte.

Sale spessa l’umidità tra erbe alte
Come mattutine lacrime;
E sognanti fragranze emanano
Un respiro di altri anni.



(Emily Brontë , poesia del 27 luglio 1839)



Traduzione a me dettata nel pomeriggio domenicale del 12 settembre 2010

Emily Brontë: La notte intorno a me s'oscura.





La notte intorno a me s'oscura,
Selvaggi venti gelidi soffiano;
Ma l'incantesimo signore mi tiene
Non posso andare, no, non posso.
Alberi enormi rami protendono
Rami spogli carichi di neve,
E a gran velocità la tempesta scende;
Non posso andare, no, non posso.
Nuvole su nuvole mi sovrastano,
Ovunque aridità solitaria;
Ma nessun terrore mi smuove.
Non andrò, non posso andare.
(Emily Brontë poesia del novembre 1837

(Traduzione a me dettata la notte
del 12 settembre 2010)



  

sabato 11 settembre 2010

Io sono Heathcliff, dice Catherine - Io sono Catherine dice Heathcliff. Wuthering Heights

 



Io sono Heathcliff, dice Catherine - Io sono Catherine, dice Heathcliff


"Il mio amore per Linton è come il fogliame dei boschi, il tempo lo cambierà, come l’inverno cambia gli alberi. Il mio amore per Heatcliff , invece, somiglia alle rocce eterne che stanno sotto a quegli alberi, una fonte di piacere ben poco visibile ma necessaria… Io sono Heatcliff"

Io sono Heatcliff, esclama Catherine… e nell’esclamarlo assume a sé la scaglia del sangue che modula per vie non più controllabili - in circolo sempre in circolo nel linguaggio taciuto tra gli amanti - la componente di gioco rischioso fino all’estremo. Heathcliff ha conosciuto fin da bambino la “sovranità” su se stesso, e l’ha coltivata anche con rabbia e furore, da scacciato e poi accolto ma sempre con la ferita da scacciato selvatico  conosciuta da bambino!, e la trasmette a Catherine con il “Male” con la parte maledetta di sé. Questo amore non può che condurre al pericolo. Il coraggio della sovranità su di sé nell’amore per staccarsi e ancora più unirsi a chi si ama ha pochi margini di riuscita. L’irrompere del tragico, nella valenza di malattia, della follia o della semplice stupidità, portano all’irreparabile. Tutto quanto viene dopo è romanzo non scritto. Ma in qualsiasi lontananza, anche irreparabile, Heatcliff e Catherine ancora lo scrivono senza che noi  si possa conoscerlo: il primo nella “casa maledetta”, con i suoi furori, e le sue visioni per esclamare: io sono Catherine, riflesso e vampa di quanto è inconsumabile: e Catherine animando in sé la roccia della brughiera a cui aveva paragonato il suo legame con Heathcliff. E la roccia è eterna.


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                                           Cinema - “Cime tempestose"


                                          (1939)  http://www.youtube.com/watch?v=NbLVglh5aU0&feature=related
                     
                                          (1994)  http://www.youtube.com/watch?v=Y6_OGWYSoT4&feature=fvw


ORE 21,00




 

Il mio vento sulle Cime tempestose di Emily Brontë. A lato la voce di Kate Bush

   



IL MIO VENTO SULLE CIME TEMPESTOSE

Heathcliff e Catherine stanno nel vorticanto dell’umano, avendo anche, il Male, (esperienze brutali, crudeli oltre ogni limite fino a perdere la ragione, odi, nel rovesciamento degli atti in sfide irragionevoli) ben riconoscibile come fondamento dell’Essere, e soltanto in virtù della loro selvatichezza rimangono uniti. Quanto una lettura educata e idealistica del romanzo non consente, e che invece Bataille evidenzia, è che nell’amore passionale bisogna abitare la "casa maledetta", Heathcliff lo fa, chi resta - sta - tra le mura dell’espiazione ma anche della irriducibile stretta, e qui, se oggi c’è un libro che vuol chiamarsi casa con queste stimmate ben venga! Nella “casa maledetta” di Heatcliff, i contrari si mischiano, la catena non si spezza. Un solo etto, un grammo, un granello, una punta di spillo, di ragionevolezza in questi affari tempestosi, porta al rientro nella normalità, nella vita di tutti estranei a questa rischiosa passionalità, agli amori a scadenza come il latte, ma uscendo anche da quanto somiglia a un'estasi, non religiosa, però anch’essa senza fine. Il vorticanto dell’essere, l’uno nell’altro in amore, che vince ogni scacco, se celebrato dal romanzo come storia di esseri unici, era nelle epoche lontane, nel medioevo, più diffuso, si amava ed era per sempre, nutriti anche dal cristianesimo originario, accade in Dante, in Petrarca,… in realtà il capolavoro romantico di Emily Brontë, nel proporre l'unicità delle vite di Catherine e Heathcliff, narra un ultimo esempio di comunione platonica di due anime, "Io sono Heathcliff!, esclama Catherine...) e fa trapelare quanto accadrà di lì a poco,... il moderno, il consumo, e soprattutto la divaricazione tra uomo e donna in amore, moderna appunto, nessuno più esclamerà io sono te! (nell'amore per il Cristo, si potrà ancora esclmare io sono te Gesù...io sono la Croce! nelle esperienze mistiche come in Gemma Galgani), da ora in poi varranno le distinzioni, e allora l’amore lo racconterà Maupassant e Flaubert, il primo il dongiovannismo ridotto solo a vigoria e trucchi, e il secondo un romanticismo ridotto a zucchero filamentoso; a "sciocchezzaio" risolto nella freseologia valida per ogni età e classe e stagione per aprire-sviluppare-chiudere una relazione. Non più l'amore. Ci guardiamo attorno, sgomenti, e vediamo il paesaggio odierno, seppur dilatato fino al web, perché tra questi due estremi viene vissuta la relazione amorosa in occidente.


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Kate Bush: Wuthering Heights
http://www.youtube.com/watch?v=aUPaefeh3DU
(voce stupenda immagini a volte dozzinali, da zucchero filamentoso!)

Cult Book - su Cime tempestose
http://www.youtube.com/watch?v=mvtexGwHnHE&feature=related
(musiche suggestive e citazioni da conservare!
e chiacchiere di saggi ed educati critici da TV che ignorano Bataille)


ORE 15,00



 

Emily Brontë: "A te verrò...". Bignamino romantico-decadente per Luigia Zamorano



                                                     Emily Brontë



A te verrò quando sarai più mesto
Disteso in solitudine nella stanza scura;
Quando l'allegria dei giorni matti svanita sarà,
E il sorriso della contentezza allontanato
Dalle fredde ombreggiature della sera.

Verrò quando il tuo cuore autenticamente emozionato
Avrà totale pura oscillazione,
E la mia influenza sopra la tua persona, predando,
Congelando la felicità, scavando il dolore,
Porterà con sé nel lontano il tuo essere

Ascolta questa è l'ora,
Tuo tremendo tempo;
Non senti rotolarti nell'anima
Pioggia di incognite sensazioni,
Premonitrici di un più severo potere,
Mie messaggere?

(Emily)

(Traduzione a me dettata la notte dell'11 settembre 2010)

ORE 3,00 



Poesia dell'autrice di un unico libro, Cime tempestose, dove - se possiamo usare una frase del Diario dell'uomo che visse nella città del ponte Carlo e che libri suoi distrusse e altri lasciò incompiuti e per questo è il mio Santo -  il male è il cielo stellato del bene. Bisogna accettare e disporre il "male" nell'amore, accasandolo nella parte immensa che gli compete assieme alla grazia del bene. Un cielo, un universo, se esso, l'amore terrestre, veramente era grande. Da stare per manifestarsi in un romanzo con brughiera, in un diario praghese, in una scaglia di notte alpina come adesso per me. E come prima di ora in altre notti che non ebbero né scrittura né altro segno che non fosse il graffio nella cera dello sterno. Ricomporre la frattura. Questo intuisco, nella notte settembrina, nel freddo anch'io! La poesia di Emily B sta davanti a me! ma va riconsacrata, le mani devono scavare nel custodito, nell'inconsumabile, perché anche il fallimento è marchio dell'umano che porta riflesso del divino.

ORE 3,10




venerdì 10 settembre 2010

Keats: C’era un ragazzaccio. Cardiodramma 2010 per Luigia Z

 

                                             Claudio Di Scalzo Suolista: "Accio"



CANZONE SU ME STESSO

III

C’era un ragazzaccio
E un ragazzaccio era,
se ne corse via in Scozia
per vedere la gente…
e lì trovò
che il suolo
era duro,
che una yarda
era lunga,
che una canzone
era bella,
che una ciliegia
era rossa,
che il piombo
era pesante,
che quattro volte venti
fanno ottanta,
che la porta
è di legno
come in Inghilterra…
Così se ne stette nelle sue scarpe
a chiedersi perché,
e si meravigliava,
e se ne stette nelle sue scarpe
a meravigliarsi.


KEATS
&
Cardiodramma 2010 per Luigia Zamorano
ore 16,30



  

Cor caffè montaliano per Luigia Zamorano


 


COR CAFFE' MONTALIANO

Ecco cor caffè organismo
Che batte a notte suo verso alla luna
Grazie al poeta malato di nullismo
Esistenziale che caffeina aduna.

Ma cor di Accio segnato da scarsa cultura
Donar deve a Luigia certezza basilare
Che nella distanza faccia ricordare
Come evento in dolor legame nostro perdura


Ore 12,40
10 settembre 2010
CARDIODRAMA 2010

°°°

Noticina: Eugenio Montale si divertiva  a ricavare disegni con il caffe della Moka



  

giovedì 9 settembre 2010

Senza nome senza niente che non sia il battito di ciglia con cui mi vedi

 



SENZA NOME SENZA NIENTE

Elle, ma potrei anche scrivere Ellezeta, e ridurmi a senza nome senza soprannome senza sigla, sia che ti raggiunga con un disegno, un rigo appena, una facile rima. Una busta con omino che si tuffa nella sua gola. O semplicemente pensare i tuoi occhi chiari perché venga individuato appena appaio sul web. Autore per te. Nient’altro. Che riconoscendomi salvi il mio nome. E i miei testi che hai gettato nel mare di Weddel che vadano pure alla deriva con bianche lastre di ghiaccio. Irriconoscibili e illeggibili, più ghiaccio sottozero di ogni elemento polare, perché un tempo furono inutili a portare salvezza.




mercoledì 8 settembre 2010

Accio Palazzeschi: Chi sono? Cardiodramma 2010 per Luigia Zamorano

 

                                    Accio: Chi sono per Luigia? - Cardiodramma 2010



CHI SONO?

Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell'anima mia:
"follia".
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell'anima mia:
"malinconia".
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgia".
Son dunque... che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia.

Aldo Palazzeschi


°°°

Cara Luigia,... le condizioni della tuo essere tra i ghiacci dell'Antartide imporrebbe sempre una scrittura verso te, mentre vengo a liberarti, impostata sul sublime e sul tono assolutamente serio. Però immaginando che tu abbia desiderio di sorridere ogni tanto,  invento questi poemetti visuali, che ti rammentano la mia natura anche briosa e fanciullesca. Aldo Palazzeschi, infatti, conservò un cuore di bimbo fino a quando non è andato  a cucire le stelle tra loro con un filo che solo lui possedeva, la capacità di commuovere facendo ridere. Magari è la stessa che a volte usa il buon Dio con i poeti per spiegare loro i tanti errori che in nome della letteratura hanno commesso. E mi picco di pensare, cara Luigia, che chi poeta non riteneva di esserlo, come Palazzeschi, e come me che a lui si ispira, sarà perdonato più facilmente.
Comunque per dare più intimità al mio "viaggio"  e non avere attorno veramente troppi visi desiderosi di pubblicizzare cosa fanno e cosa dicono e cosa inventano e cosa fotografano,  quanto è "nostro" lì non ci va. Più.  ACCIO


°°°

On line settembre-ottobre



DIREZIONE



Claudio Di Scalzo discalzo@alice.it


 

Vladimiraccio: La busta col cucciolo pensando a Majakovskij. A Luigia Zamorano

 

                                                      Accio, " Cucciolo Vladimiraccio". 8.IX.2010. Busta per LZ


 

VLADIMIRACCIO
 
Cara Luigia, oggi nel settembre piovigginoso che ho sulle spalle, ho pensato alle lettere d’amore che nessuno più spedisce con la posta e alle buste che mestiere più non hanno. Seguendo la lampisteria dei neuroni mattutini m'è tornato alla mente il disperato amore di Vladimir Majakovskij per Lilja Brik, probabilmente perché ieri sesera dal libro delle sue lettere è scivolata fuori una mia foto, trentenne, dove sto appoggiato a una sua poesia. Mi è balenata l’idea di citare il poeta futurista non con dei versi bensì con il cucciolo con cui chiudeva le sue lettere a Lilja. E di accogliere l’animaletto, pegno d’amore che cerca la sua cuccia, la carezza su cui posare il muso, su di una busta a te diretta, non con la posta, ma affidandola alle sorti illustrative del web. Dopo se il bianco di questa busta vince il biancore opprimente dell’Antatide, per essere accolta dalle tue mani dove il cucciolo possa fare Bau Amorbau, ecco questo sarebbe una maniera intima per ricordare il poeta, la sua tenerezza e anche quella di chi la calca con il soprannome.


°°°
 

                                                Accio trentenne o poco più?





 

martedì 7 settembre 2010

Accio: Cielo per due. A Luigia Zamorano

 
Accio,"Cielo per due". A Luigia Zamorano

CIELO PER DUE

Luigia,... stanotte sarò in una piega del cielo, come sagittario, e se guardi verso l'alto, dalla costa di Shakleton, mi vedi. Ho appena lasciato un biglietto nella volta celeste per informarti che tento questa ingegnosa fantasia per guardarci. Tuo Accio





Olandese Volante: Ex libris per notte fonda. Arte e Contorni 1



                                        Cds, dalla serie degli Ex Libris, anni Ottanta


IL MARCHIO

L'ex libris cercava la mappa di quel corpo, dove stampigliarsi, da un'unghia fino a petto con sotto il cuore ispiratore, o la facile pagina della fronte, la pulsante tempia, il bacino, in irridente sigillo sopra un testicolo, un ginocchio da piegare in preghiera, la pianta di un piede qualora l'Uomo frontepizio volesse fuggire nella pianura, ma poi dal comodino fece un balzo, fu veramente simile a una cavalletta, si stampiglio nella lacrima, quasi di cera più che liquida, che l'uomo versava e nel fumo che ne usci le volute scrissero, sul soffitto,  l'etica di quell'Autore che tutti avevano immaginato un perfetto saltimbanco del'estetica: scrivo perché mi privo.
Ma di cosa?
Non fu spiegato. Forse perché il romanzo non esisteva, né la raccolta di poesia in quel corpo. Era tanto semplice!, l'etica nello scrivere può essere la cancellazione ma avere un buon Ex libris che ti cerca e ti  marchia, al meglio, fa sempre un bell'effetto. Olandese Volante alle 4,30 di notte.



                                                              cds  discalzo@alice.it



lunedì 6 settembre 2010

Olandese Volante: Bracciale per cuore da passeggio. Cardiodramma

 



Cuore da passeggio

Il bracciale che ti dono ha i colori della domenica
Di ogni domenica quando cielo e pianura
Sono all’altezza del cuore meridiano
Di ogni legame senza bisogno di parole.

Olandese Volante in settembre



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Olandese Volante di cds